Restart a Heart Day: perché il 16 ottobre salva vite
Cos’è il Restart a Heart Day?
Ogni anno circa 350.000 persone in Europa subiscono un arresto cardiaco fuori dall’ospedale. Solo una su dieci sopravvive. Eppure questo dato potrebbe essere molto più alto — ed è esattamente il motivo per cui esiste il Restart a Heart Day.
Il 16 ottobre, ospedali, servizi di soccorso e volontari di tutto il mondo richiamano l’attenzione sulla rianimazione e sull’uso del defibrillatore. Il messaggio è semplice: chiunque può salvare una vita, a patto di avere il coraggio e il sapere come agire.
Il Restart a Heart Day è stato lanciato nel 2013 dall’European Resuscitation Council (ERC). Dal 2018 è diventato World Restart a Heart Day, con il sostegno dell’American Heart Association e dell’International Liaison Committee on Resuscitation (ILCOR). Il 16 ottobre si tengono in tutto il mondo corsi, dimostrazioni e campagne di sensibilizzazione.
Perché ogni minuto conta durante un arresto cardiaco
Un arresto cardiaco non è un infarto. Durante un arresto cardiaco il cuore smette improvvisamente di pompare sangue a causa di un’alterazione del ritmo elettrico. Senza intervento, la vittima perde conoscenza in pochi secondi e la respirazione si arresta.
I dati sono impietosi: per ogni minuto senza rianimazione e defibrillazione, la probabilità di sopravvivenza diminuisce di circa il 7-10%. Dopo dieci minuti il danno è generalmente irreversibile.
In Italia il tempo medio di arrivo di un’ambulanza varia significativamente a seconda della zona — nelle aree urbane può aggirarsi intorno agli 8 minuti, nelle zone rurali anche di più. Proprio per questo i testimoni oculari sono fondamentali. Con compressioni toraciche immediate e un defibrillatore a portata di mano, la probabilità di sopravvivenza può salire dal 10% al 50-70%.
La catena della sopravvivenza
I soccorritori parlano della cosiddetta catena della sopravvivenza, composta da quattro anelli: chiamare subito il 118, iniziare immediatamente la rianimazione, usare il defibrillatore il prima possibile e poi ricevere cure specialistiche in ospedale.
Il Restart a Heart Day si concentra sui primi tre anelli, perché dipendono dai testimoni presenti. Più questi anelli sono solidi, maggiore è la probabilità che chi ha subito un arresto cardiaco possa raccontarlo.
Perché la sensibilizzazione è così importante
Le ricerche mostrano che molte persone esitano a intervenire. Hanno paura di fare qualcosa di sbagliato, dubitano che si tratti davvero di un arresto cardiaco, o pensano che un defibrillatore possa essere usato solo da professionisti.
Niente di più lontano dalla realtà. Un DAE è progettato per i non professionisti. Il dispositivo fornisce istruzioni vocali chiare e somministra una scarica solo quando è medicalmente necessario. È quindi impossibile fare danni.
Il Restart a Heart Day abbatte questa barriera. Portando all’attenzione la storia ogni anno, le persone si sentono più preparate ad aiutare quando conta davvero.
Come Lei o la Sua organizzazione può contribuire
Il Restart a Heart Day non è una giornata passiva. Si tratta di azione concreta. Ecco cinque modi per fare la differenza il 16 ottobre.
1. Organizzare un workshop di rianimazione
Contattare un’associazione locale di primo soccorso, la Croce Rossa Italiana o un istruttore certificato di rianimazione. Spesso una sessione di due ore è sufficiente per insegnare le competenze di base a dipendenti, soci o studenti.
2. Fare una dimostrazione con il defibrillatore
Molte persone non hanno mai visto un DAE da vicino. Una breve dimostrazione in cui tutti possono posizionare gli elettrodi su un manichino elimina molta incertezza e abbassa la soglia all’intervento in una situazione reale.
3. Controllare lo stato del defibrillatore
Il Restart a Heart Day è un’occasione naturale per verificare i DAE della propria organizzazione. Gli elettrodi sono ancora validi? La spia di stato è verde? La batteria è entro i termini? I materiali scaduti possono cedere nel momento cruciale.
4. Condividere sui social media
Pubblicare un post sul Restart a Heart Day su LinkedIn, Instagram o Facebook. Condividere dati, una foto del DAE nell’edificio o spiegare perché questo tema è importante per il proprio team. La sensibilizzazione cresce con ogni condivisione.
5. Registrare le posizioni dei defibrillatori
Segnalare i DAE della propria zona nei registri nazionali. In Italia il numero di emergenza è il 118. Così i soccorritori possono trovare rapidamente il dispositivo più vicino in caso di emergenza.
Il ruolo della manutenzione sulla probabilità di sopravvivenza
Un defibrillatore salva vite solo se funziona nel momento del bisogno. Gli elettrodi per DAE contengono uno strato di gel conduttivo che si essiccano con il passare del tempo. La durata varia a seconda del modello, generalmente tra i due e i cinque anni. Anche le batterie hanno una vita limitata, spesso tra i due e i cinque anni a seconda del modello.
Un buon proprietario di DAE controlla lo stato del dispositivo almeno una volta al mese. Uno sguardo rapido alla spia o al simbolo di controllo è solitamente sufficiente per verificare che tutto sia in ordine. In caso di dubbio: sostituire tempestivamente.
Faccia del 16 ottobre una giornata sicura
Il Restart a Heart Day ci ricorda che un arresto cardiaco può capitare a chiunque, in qualsiasi momento, in qualsiasi luogo. Che sia a casa, sul campo sportivo o nella mensa aziendale, ogni secondo conta.
La preparazione migliore inizia oggi. Verifichi che il Suo defibrillatore sia pronto per il momento che conta. Sostituisca gli elettrodi scaduti, rinnovi tempestivamente la batteria e si assicuri che colleghi o soci sappiano dove si trova il dispositivo. Per trovare i prodotti giusti per il Suo modello, visiti la nostra sezione elettrodi per defibrillatore. Originali, consegnati rapidamente e pronti a salvare vite.
